Etna e Monte Asama: due vulcani, due culture, un’energia comune

Etna in Sicilia e Monte Asama in Giappone due vulcani con due culture comuni

Dalla Sicilia al Giappone, la storia di due giganti di fuoco che modellano paesaggi, comunità e immaginari collettivi Ci sono luoghi in cui la terra respira. L’Etna, in Sicilia, e il Monte Asama, in Giappone, sono due di questi. Separati da migliaia di chilometri, condividono una natura potente e inquieta: sono stratovulcani attivi, profondamente radicati nella storia dei territori che li circondano. Non sono semplici fenomeni geologici.

Sono presenze costanti, capaci di distruggere e generare vita. Raccontare l’Etna e il Monte Asama significa esplorare due culture che hanno imparato a convivere con il rischio, trasformando il vulcano in identità.

L’Etna: il gigante del Mediterraneo

L’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa, con un’altitudine che supera i 3.300 metri (variabile a seconda delle eruzioni). Situato sulla costa orientale della Sicilia, domina il paesaggio di Catania e dei centri etnei. È uno stratovulcano, formato da strati successivi di lava e materiali piroclastici. La sua attività è documentata sin dall’antichità: gli storici greci e romani lo descrivevano come la fucina di Efesto, dio del fuoco.

Una storia di eruzioni memorabili

Tra le eruzioni più significative:

  • 1669: una delle più distruttive, la lava raggiunge Catania e modifica il territorio urbano.
  • 1928: distruzione del paese di Mascali.
  • 2001–2002: intensa attività esplosiva e colate spettacolari.
  • Ultimi decenni: frequenti eruzioni stromboliane e parossismi.

L’Etna non è solo distruzione. I suoi terreni vulcanici sono tra i più fertili del Mediterraneo. Agrumi, pistacchi e vini etnei nascono da una terra generata dal fuoco. Dal 2013 l’Etna è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, riconoscimento della sua importanza scientifica e paesaggistica.  

Il Monte Asama: il vulcano inquieto del Giappone centrale

Il Monte Asama (浅間山, Asama-yama) è uno dei vulcani più attivi dell’arcipelago giapponese. Situato tra le prefetture di Nagano e Gunma, non lontano da Tokyo, raggiunge i 2.568 metri di altitudine. Come l’Etna, è uno stratovulcano. La sua attività è legata alla complessa dinamica della placca pacifica e delle microplacche che compongono l’arco vulcanico giapponese.

L’eruzione del 1783: una tragedia nazionale

L’evento più drammatico nella storia del Monte Asama è l’eruzione del 1783, durante il periodo Edo. Fu un’eruzione esplosiva devastante, culminata nella cosiddetta “eruzione Tenmei”. Le conseguenze furono enormi:

  • Distruzione di villaggi
  • Colate piroclastiche e lahar
  • Migliaia di vittime
  • Impatto sulle coltivazioni e carestie

Ancora oggi, nel parco di Onioshidashi, si possono osservare i campi di lava solidificata prodotti da quell’eruzione. Nel corso del XX e XXI secolo, l’Asama ha continuato a manifestare attività, con episodi nel 2004, 2009 e negli anni successivi. È costantemente monitorato dall’Agenzia Meteorologica Giapponese.

Perché Etna e Monte Asama sono simili

Nonostante differenze geografiche e culturali, Etna e Asama condividono caratteristiche profonde.

1. Sono stratovulcani attivi

Entrambi sono vulcani compositi, costruiti da eruzioni successive. Alternano attività effusiva (colate di lava) a fasi esplosive.

2. Sono vicini a centri abitati importanti

  • L’Etna domina l’area metropolitana di Catania.
  • L’Asama si trova in un’area densamente popolata e relativamente vicina alla capitale Tokyo.

Questo comporta sistemi avanzati di monitoraggio e piani di evacuazione strutturati.

3. Hanno modellato il paesaggio economico

L’Etna genera suoli fertili che sostengono agricoltura e viticoltura. L’area attorno all’Asama è celebre per le località termali (onsen, 温泉), alimentate dall’attività geotermica. Il termine onsen indica le sorgenti termali naturali, parte integrante della cultura giapponese del benessere.

4. Sono simboli identitari

In Sicilia, l’Etna è chiamato “a Muntagna”, con un misto di rispetto e familiarità. In Giappone, l’Asama è percepito come presenza potente ma integrata nel paesaggio culturale. In entrambi i casi, la comunità non vive solo accanto al vulcano: vive con il vulcano.

Distruzione e rinascita: una dinamica comune

I vulcani insegnano una lezione universale: il rischio è parte della vita. Le eruzioni distruggono case e infrastrutture, ma creano nuove terre. Le colate di lava dell’Etna, una volta raffreddate, diventano campi coltivabili. I depositi vulcanici dell’Asama hanno generato ecosistemi particolari, oggi studiati da botanici e geologi. Questa dinamica di distruzione e rigenerazione ha influenzato anche l’immaginario culturale. In Sicilia, il vulcano è legato a miti antichi. In Giappone, i vulcani sono spesso associati a forze spirituali e alla dimensione del sacro.

Monitoraggio e scienza: convivere con il rischio

Sia in Italia sia in Giappone esistono sistemi di sorveglianza avanzati.

  • L’Etna è monitorato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
  • Il Monte Asama è osservato costantemente dall’Agenzia Meteorologica Giapponese.

Reti sismiche, satelliti e droni consentono di prevedere variazioni dell’attività e ridurre i rischi per la popolazione. La differenza principale sta nel contesto tettonico: l’Italia si trova lungo la convergenza tra placca africana ed eurasiatica; il Giappone è uno degli archi vulcanici più attivi al mondo, con una densità di vulcani superiore.

Due vulcani, una stessa lezione

Etna e Monte Asama raccontano la stessa storia in due lingue diverse. Sono montagne che respirano, che ricordano all’uomo la forza primordiale del pianeta. Allo stesso tempo, sono risorse economiche, attrazioni turistiche, oggetti di studio scientifico. Visitarli significa confrontarsi con il tempo geologico, con la fragilità umana e con la capacità delle comunità di adattarsi. La Sicilia e il Giappone, così lontani, condividono dunque un’esperienza simile: vivere ai piedi di un gigante di fuoco, accettarne il rischio e trasformarlo in identità.

E forse è proprio questa consapevolezza a rendere Etna e Monte Asama non solo simili dal punto di vista geologico, ma sorprendentemente affini anche dal punto di vista culturale. Se ti affascinano i ponti culturali tra Italia e Giappone,  tra geologia, storia e identità, su Corriere del Giappone trovi approfondimenti dedicati ai luoghi dove le due culture si incontrano davvero, dalle città gemellate ai grandi paesaggi naturali.