Scienze e Tecnologia

Come leggere il livello di allerta dell'Etna

Il 4 novembre 2026 la scheda della Protezione Civile dice che il livello dell'Etna è giallo, senza data del provvedimento. Il bollettino INGV del 3 novembre, settimana 26 ottobre-1 novembre, descrive degassamento e cenere dal Cratere di Nord-Est e non stampa un colore.

Reazione Cataniabene 5 min di lettura

Come leggere il livello di allerta dell'Etna
In questa guida (4)
  1. 1Chi mette il colore
  2. 2I quattro colori, senza una istruzione per ciascuno
  3. 3Che cosa misura il bollettino del 3 novembre
  4. 4Lo scenario che il bollettino lascia aperto

Il 4 novembre 2026 la pagina del Dipartimento della Protezione Civile sull'Etna scrive due volte che il livello di allerta è giallo. Sulla stessa pagina non ho trovato la data del provvedimento che ha fissato quel colore. Il bollettino dell'INGV è un altro documento: il Rep. N. 45/2026 ETNA, emesso il 3 novembre 2026, riguarda la settimana dal 26 ottobre al 1 novembre 2026 e non stampa un colore. Il colore lo dichiara la Protezione Civile. Il bollettino misura l'attività. Non ho partecipato alla videoconferenza mensile.

Ho letto la scheda Etna e il PDF del bollettino, file BollettinoSettimanaleEtna20261103.pdf, ultima modifica sul server il 3 novembre 2026 alle 15:01 UTC. L'elenco dei bollettini sta sulla pagina dell'Osservatorio Etneo. La sede dell'istituto, in piazza Roma, è un'altra domanda, già trattata nella pagina sulla sede dell'Osservatorio Etneo in piazza Roma.

Chi mette il colore

La scheda dice che, di norma ogni mese, il Dipartimento organizza videoconferenze con i centri di competenza sul monitoraggio dell'Etna: l'INGV di Catania e di Palermo, il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze e l'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del CNR. Partecipa anche il Dipartimento della protezione civile della Regione Siciliana.

I livelli di allerta li dichiara il Dipartimento nazionale, in raccordo con la struttura regionale. Se i tempi lo consentono, sente la Commissione Grandi Rischi, settore rischio vulcanico. Nel paragrafo sulla valutazione, i centri di competenza nominati per l'Etna sono l'Osservatorio Etneo dell'INGV e l'Università di Firenze. L'elenco della videoconferenza è più lungo: comprende anche Palermo e l'IREA-CNR. Le due liste restano così, una accanto all'altra.

Il passaggio da un livello al successivo può arrivare prima dei fenomeni, se i centri di competenza lo permettono, oppure a fenomeno già in corso. La scheda precisa che il passaggio può saltare i gradini, perché l'attività può cambiare in modo rapido. Anche con il livello verde il rischio resta, e la scheda lo scrive così: non è mai assente. Alcuni fenomeni, se non sono accompagnati da anomalie dei parametri, restano un'emergenza locale e non cambiano per forza il colore.

I quattro colori, senza una istruzione per ciascuno

Dal 1 febbraio 2016, scrive la scheda, il sistema nazionale di allertamento per l'Etna è stato modificato per chiarire chi valuta la pericolosità e chi attiva la risposta, a scala locale o nazionale. I livelli descrivono se il vulcano è in equilibrio o in disequilibrio. Si basano sui parametri di monitoraggio e sugli eventi in corso. I quattro colori sono verde, giallo, arancione e rosso. Indicano la possibile evoluzione verso scenari di rilevanza nazionale, quelli che la pagina richiama con l'articolo 2, comma 1, lettera c, della legge 225/92. Non ho aperto il testo della legge: cito solo il rinvio stampato.

La scheda non affianca a ciascun colore un elenco di cose da fare in città. Il giallo letto il 4 novembre è lo stato che la pagina dichiara in quel momento. Sulla scheda non compaiono né una scadenza di quel colore né il bollettino cenere dell'aeroporto.

Che cosa misura il bollettino del 3 novembre

Il Rep. 45/2026 è a cura delle sezioni INGV di Catania e di Palermo. Nella sintesi, per la settimana 26 ottobre-1 novembre 2026, scrive questo.

  • Vulcanologia: degassamento a regime variabile dai crateri sommitali e occasionali emissioni di cenere dal Cratere di Nord-Est.

  • Sismologia: bassa attività sismica da fratturazione. Il tremore vulcanico oscilla tra valori bassi e medi.

  • Infrasuono: attività prevalentemente bassa.

  • Deformazioni del suolo: nessuna variazione significativa.

  • Geochimica: flusso di SO2 su un livello medio. Flusso di CO2 dal suolo, rete Etnagas, su valori medi. CO2 disciolta in falda, rete EtnaAcque: nessun aggiornamento. Rapporto isotopico dell'elio nei siti periferici: ultimo dato del 26 ottobre 2026 su valori alti.

  • Satellite: attività termica in area sommitale generalmente bassa.

  • Altro: i campioni di cenere del Cratere di Nord-Est sono prevalentemente litici e a granulometria fine. Il radon nei suoli è stato in genere basso, con picchi molto alti il 31 ottobre e il 1 novembre.

La sezione sismologia nomina due terremoti di magnitudo pari o superiore a 2.0. Il più energetico, Ml 2.1, è dell'1 novembre, localizzato a circa 2,3 km a sud-ovest di Maletto, a circa 10 km sotto il livello del mare. Il secondo, Ml 2, è del 27 ottobre, a 1,6 km a sud-ovest di Santa Venerina, a circa 0,2 km sotto il livello del mare. L'attività ai crateri, rispetto al bollettino precedente Rep. 44/2026, non ha mostrato variazioni significative. Nuvole e vento forte in area sommitale hanno limitato le telecamere per parte della settimana. Una figura mostra cenere dal Cratere di Nord-Est ripresa il 30 ottobre dalle telecamere di Montagnola. Il rilievo ombreggiato dei crateri viene da drone, con riprese di giugno, luglio e agosto 2026.

Lo scenario che il bollettino lascia aperto

Gli scenari attesi, nel testo del 3 novembre, sono attività esplosiva frequente ai crateri sommitali, nubi di cenere, ricaduta di prodotti piroclastici grossolani ed emissioni laviche in area sommitale. Il bollettino aggiunge che non si può escludere un passaggio rapido a un'attività più energetica, con colonne eruttive, nubi di cenere e collassi di porzioni dei coni sommitali e flussi piroclastici. Una variazione dei parametri può cambiare questo quadro. Il testo sottolinea che, su un vulcano spesso in disequilibrio, alcuni fenomeni possono arrivare senza preannuncio, e che la pericolosità non è mai nulla.

Sulla scheda della Protezione Civile l'Etna è descritto come il vulcano più grande d'Europa: 3350 metri, 35 chilometri di diametro alla base, circa 1250 chilometri quadrati, fra Nebrodi e Peloritani a nord e la piana del Simeto a sud. Le bocche sommitali nominate sono Bocca Nuova, Voragine, Cratere di nord-est e Cratere di sud-est, ciascuna con un diametro di circa 200 metri. La Valle del Bove, sul fianco orientale, è larga circa 5 chilometri e lunga 8, con una scarpata fino a 1200 metri.

La fotografia in cima è di Mirko Chessari, licenza CC BY-SA 4.0. La descrizione nel JPEG parla di uno scorcio del Nuovo Cratere di Sud-Est la sera dell'11 agosto 2014. La data di elaborazione nel file è 23 agosto 2014. La settimana del bollettino, e l'emissione del 30 ottobre 2026 dal Cratere di Nord-Est, sono un altro momento.

Potrebbe interessarti anche...